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Storia di un iPhone qualunque

Storia di un iPhone qualunque

La storia di oggi inizia con un sogno, un piccolo desiderio maturato negli anni e che mai, fino ad oggi, è stato possibile realizzare a causa dell’immaturità della tecnologia.

E come finisce? Forse con un lieto fine, ma con l'amaro in bocca e una tasca colma di delusioni.


“C’era una volta… un pirla. “

Un pirla sognatore che non desiderava altro che fotografare il piccolo mondo in cui vive senza doversi trascinare ogni volta uno zaino con fotocamera, obiettivi e attrezzatura varia.

Inoltre - volendo essere pignoli - per alcuni tipi di fotografia, come la street o documentaria, una fotocamera con annesso obiettivo potrebbe risultare ingombrante e, soprattutto, evidente in situazioni in cui è meglio avere un basso profilo.


La soluzione è sempre stata a portata di mano, anzi, di tasca: lo smartphone.

I problemi per cui, sino ad oggi, non è stato possibile produrre file di qualità con un telefono sono sostanzialmente due:

  • La tecnologia
  • Il mercato


Ed una è conseguenza dell’altro. 

Siamo nell’era del consumismo assoluto in cui esce un nuovo prodotto ogni sei mesi, abbiamo una campagna marketing per un nuovo prodotto WOW praticamente ogni mese ed ogni volta, i grandi guru della comunicazione, ci propinano l’idea del dispositivo “migliore di sempre” descrivendo il “vecchio” come obsoleto. 

Cosa succede nella realtà quindi? Non ci vendono tecnologia, ci vendono il marketing. 


E cosa succede nella tecnologia? Non va avanti, o meglio, avanza con il contagocce in quanto ogni minima nuova feature viene installata nel modello successivo creando, a mio avviso, un panorama tecnologico arido e apparentemente saturo.

La dimostrazione più eclatante, e anche ciò che maggiormente si avvicina alla risoluzione del problema di inizio articolo, sta nell’iPhone 13 Pro presentato a Settembre 2021. 

Abbiamo uno smartphone che rasenta la perfezione nel suo essere “Pro”, portando nuove affascinanti funzionalità e che finalmente colma, in modo amatoriale, il gap con le fotocamere professionali, diventando ufficialmente la miglior fotocamera da portare con se per scattare improvvisando.

E’ dotato di tre ottiche:

  • Una grandangolare da 26mm
  • Un teleobiettivo da 77m
  • Un ultra grandangolare da 13mm

E produce file in ProRaw che, a differenza dei JPG non sono compressi ed hanno milioni di informazioni in più che in fase di editing fanno realmente la differenza.

Ho aspettato il Keynote di quest'anno peggio dei bot che aspettano il drop delle PS5 su Amazon e con il portafogli che, come un diavolo sulla spalla mi sussurrava di SPENDERE perchè c***o! Finalmente è arrivato ciò che aspettavo da anni.

Infatti questo iPhone porta con se nuove fantastiche funzionalità come la modalità cinematografica e la possibilità di registrare video in formato ProRes.


Analizziamole.

La modalità cinematografica, attualmente bloccata in 1080p 30fps, non fa altro che riprodurre l’effetto sfocato della modalità ritratto nei video.

Questa funzione è assolutamente strabiliante in quanto porta finalmente su uno smartphone la fantomatica profondità di campo, lo stacco dei piani tra soggetto e sfondo, e strizza l’occhio alle fotocamere professionali.


Il ProRes, invece, porta con se una piccola grande rivoluzione. In pratica si tratta di un formato video non compresso in HDR a 10 bit che produce file della dimensione media di 6gb al minuto.

Una follia che però è lo standard per produzioni video di alto livello perché, grazie alla quantità spropositata di informazioni immagazzinate nel file, è possibile realizzare video di qualità elevatissima su cui davvero non si hanno limiti di editing, ad esempio, sui colori.


Ma non perdiamoci in tecnicismi, non siamo qui per recensire un’aspirapolvere.


Queste due funzionalità hanno una cosa in comune: Sono entrambe possibili via software

Non c’è nulla di hardware che produce lo sfocato nei video in modalità cinematografica (o meglio si, c’è il processore, ma nulla avviene tramite le ottiche) e non c’è nessuna aggiunta particolare per realizzare i video in ProRes. 

Quindi cosa cambia? Perché queste funzioni ci sono sul 13 Pro e non sul 12 Pro che, dati alla mano, è stato uno degli iPhone più potenti di sempre (fino all’anno dopo xD)?


Il marketing. 

Il consumismo. 


Il processore che monta il 13 Pro svolge una funzione chiave ovviamente, avviene tutto grazie al neural engine presente all’interno dell’A15. 

Ma l’A14 era da meno? Avrebbe fatto peggio? Nope.

Semplice marketing e tecnologia in pillole.

Ed io, come un pirla, l’ho anche acquistato il 13 Pro che per carità, è fenomenale.

Ma è identico al 12 Pro esteticamente, quando l’ho scartato ho avuto paura che mi stessero dando il modello precedente.

L’esperienza d’uso tra i due smartphone non cambia minimamente e, sinceramente, non ha nulla di diverso dal mio “vecchio” iPhone 11.


E già si parla di iPhone 14. 

Già si pensa a quali fantomatiche migliorie ci saranno sulla base di questo.

Ogni iPhone, o prodotto tecnologico, è la base per vendere il prodotto successivo.


Oggi, il mio iPhone, è un iPhone qualunque.

Ed io, a settembre prossimo, me la prenderò altre 1309 volte in c**o.


Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
November 12, 2021

Il contrappasso dei “nuovi” MacBook Pro

November 13, 2021
Il contrappasso dei “nuovi” MacBook Pro

Ho rinviato la scrittura di questo articolo molte volte perchè c***o se son brutti i nuovi Mac!

Oggi non parleremo di specifiche tecniche, ci sono migliaia di video tutti uguali in cui vengono lette le schede tecniche.

Ricordo le mie parole a settembre:

“se Apple presenta un nuovo Mac con M1 da 14” vendo tutto e lo acquisto al 1000%!”

E com’è andata? 

I 14” pollici sono arrivati e io non ho venduto nulla, non ho acquistato nulla e non penso di abbandonare il mio dignitosissimo MacBook Pro 16 acquistato a fine 2020.

Ma perché parliamo di “brutti Mac”?

È impossibile che il prodotto di un azienda che mette al centro dei propri prodotti il design non possa piacere!

Alla fine il bello e il brutto sono due facce della stessa medaglia e l’estetica, per quanto possa seguire regole oggettivamente accettate dalla massa, varia molto in base al gusto soggettivo.

Ma oggi non parliamo di un brutto prodotto ma, bensì, di un brutto passo indietro.


BASTA PORTE E TASTI FUNZIONE

Nel 2016 Apple ha fatto il passo più azzardato del mondo pc introducendo due elementi particolari e, per i tempi, forse decisamente controversi:

  • Touch Bar
  • Porte USB C

La Touch Bar consiste in un sottile schermo touch posto nella parte alta della tastiera, al posto dei comuni tasti funzione, ed è stata pensata per superare il più grande limite dei prodotti analogici.

La tastiera, essendo un oggetto materico, e quindi immutabile, si presenta con un numero limitato di tasti funzione che, nel 100% dei casi permettono di modificare:

  • Luminosità dello schermo
  • Luminosità della tastiera
  • Volume

Con la Touch Bar invece Apple ha ripensato l’esperienza di utilizzo della tastiera mostrando una lista di tasti funzione dinamica, permettendo di mostrare un tipo di funzioni differenti in base all’applicazione utilizzata. 

Banalmente, aprendo ad esempio un app come Word, al posto di avere i soliti tasti per modificare il volume - cosa che in un app per scrivere documenti non serve - mostra tasti per formattare il testo, cambiare carattere ecc. 

Insomma una cosa futuristica che prometteva di rivoluzionare l’esperienza utente, punto centrale del design di prodotto degli ultimi 10 anni, che…

…non hanno sviluppato.


RIECCO I TASTI FUNZIONE

La Touch Bar è diventata un pastrocchio di menu e sottomenu in cui l’esperienza al posto di migliorare è stata completamente eclissata da una interfaccia utente complessa e per niente rapida. 

Insomma, azioni semplici come alzare il volume sono diventate complicate.

E cosa ha fatto Apple? L’ha eliminata riportando sulla tastiera i “vecchi” tasti funzione statici e per niente personalizzabili. 

E le odiatissime USB-C? Eliminate.


RIECCO LE PORTE

I nuovi MacBook Pro, tra le innovazioni di questo scialbo 2021, presentano nuovamente le “vecchie” porte standard come lettore di schede SD e porta HDMI. 

Tutti hanno gridato al miracolo affermando che FINALMENTE Apple le ha rimesse.

Le porte USB-C  avevano portato nelle nostre case, e soprattutto nei nostri uffici, velocità di trasferimento pazzesche.

Avevamo un unica porta da cui far passare tutto:

  • File
  • Segnale video 
  • Connessione dati
  • E i dongle.

Odiosi dongle per collegare, però, periferiche esterne come le usatissime Schede SD.

Ed in un futuro in cui si va sempre verso il “Wireless”, quindi letteralmente senza cavi, Apple fa un enorme passo indietro eliminando l’innovazione della generazione precedente che, forse, era esageratamente prematura per un mondo ancora troppo poco disposto ai cambiamenti.

Insomma, le persone girano ancora in Panda e acquistano auto con il cambio manuale.


Quasi dimenticavo, hanno aggiunto un orribile Notch allo schermo distruggendo la pulizia delle linee del monitor. 


Ma questa è un’altra storia.

Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
November 13, 2021
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