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Il contrappasso dei “nuovi” MacBook Pro

Il contrappasso dei “nuovi” MacBook Pro

Ho rinviato la scrittura di questo articolo molte volte perchè c***o se son brutti i nuovi Mac!

Oggi non parleremo di specifiche tecniche, ci sono migliaia di video tutti uguali in cui vengono lette le schede tecniche.

Ricordo le mie parole a settembre:

“se Apple presenta un nuovo Mac con M1 da 14” vendo tutto e lo acquisto al 1000%!”

E com’è andata? 

I 14” pollici sono arrivati e io non ho venduto nulla, non ho acquistato nulla e non penso di abbandonare il mio dignitosissimo MacBook Pro 16 acquistato a fine 2020.

Ma perché parliamo di “brutti Mac”?

È impossibile che il prodotto di un azienda che mette al centro dei propri prodotti il design non possa piacere!

Alla fine il bello e il brutto sono due facce della stessa medaglia e l’estetica, per quanto possa seguire regole oggettivamente accettate dalla massa, varia molto in base al gusto soggettivo.

Ma oggi non parliamo di un brutto prodotto ma, bensì, di un brutto passo indietro.


BASTA PORTE E TASTI FUNZIONE

Nel 2016 Apple ha fatto il passo più azzardato del mondo pc introducendo due elementi particolari e, per i tempi, forse decisamente controversi:

  • Touch Bar
  • Porte USB C

La Touch Bar consiste in un sottile schermo touch posto nella parte alta della tastiera, al posto dei comuni tasti funzione, ed è stata pensata per superare il più grande limite dei prodotti analogici.

La tastiera, essendo un oggetto materico, e quindi immutabile, si presenta con un numero limitato di tasti funzione che, nel 100% dei casi permettono di modificare:

  • Luminosità dello schermo
  • Luminosità della tastiera
  • Volume

Con la Touch Bar invece Apple ha ripensato l’esperienza di utilizzo della tastiera mostrando una lista di tasti funzione dinamica, permettendo di mostrare un tipo di funzioni differenti in base all’applicazione utilizzata. 

Banalmente, aprendo ad esempio un app come Word, al posto di avere i soliti tasti per modificare il volume - cosa che in un app per scrivere documenti non serve - mostra tasti per formattare il testo, cambiare carattere ecc. 

Insomma una cosa futuristica che prometteva di rivoluzionare l’esperienza utente, punto centrale del design di prodotto degli ultimi 10 anni, che…

…non hanno sviluppato.


RIECCO I TASTI FUNZIONE

La Touch Bar è diventata un pastrocchio di menu e sottomenu in cui l’esperienza al posto di migliorare è stata completamente eclissata da una interfaccia utente complessa e per niente rapida. 

Insomma, azioni semplici come alzare il volume sono diventate complicate.

E cosa ha fatto Apple? L’ha eliminata riportando sulla tastiera i “vecchi” tasti funzione statici e per niente personalizzabili. 

E le odiatissime USB-C? Eliminate.


RIECCO LE PORTE

I nuovi MacBook Pro, tra le innovazioni di questo scialbo 2021, presentano nuovamente le “vecchie” porte standard come lettore di schede SD e porta HDMI. 

Tutti hanno gridato al miracolo affermando che FINALMENTE Apple le ha rimesse.

Le porte USB-C  avevano portato nelle nostre case, e soprattutto nei nostri uffici, velocità di trasferimento pazzesche.

Avevamo un unica porta da cui far passare tutto:

  • File
  • Segnale video 
  • Connessione dati
  • E i dongle.

Odiosi dongle per collegare, però, periferiche esterne come le usatissime Schede SD.

Ed in un futuro in cui si va sempre verso il “Wireless”, quindi letteralmente senza cavi, Apple fa un enorme passo indietro eliminando l’innovazione della generazione precedente che, forse, era esageratamente prematura per un mondo ancora troppo poco disposto ai cambiamenti.

Insomma, le persone girano ancora in Panda e acquistano auto con il cambio manuale.


Quasi dimenticavo, hanno aggiunto un orribile Notch allo schermo distruggendo la pulizia delle linee del monitor. 


Ma questa è un’altra storia.

Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
November 13, 2021
Prodotti nell'articolo

Social Dilemma

November 21, 2021
Social Dilemma
Che bella la tecnologia! Voglio aprire un mio business online per aiutare le persone a vivere una vita migliore, non vedo l’ora di poter creare contenuti di valore per lasciare un piccolo frammento di gioia nelle vite dei miei futuri follower!

Sarebbe stato l’inizio del racconto di una bellissima storia di successo in un mondo utopico in cui meritocrazia e talento dominano il mercato della creatività.

E’ ciò che ho pensato il giorno in cui ho deciso di aprire questo povero blog senza traffico.

E invece cor c***o, me tocca fa er pajaccio - direbbero a Roma - pe du laicccs e mezza pijotta.


Viviamo nel mondo delle storie, piccoli frammenti di vita raccolti in un social che tutto fa tranne che migliorare le relazioni sociali, 30 secondi di falsità e depressione latente.

E i Reels? Bellissimi, passo ore a scrollarli e quanto mi diverto!

Sono tutti così divertenti, pieni di creatività e adoro i trend! E’ così esaltante ascoltare lo stesso audio doppiato per 30 reel di fila, osservando automi rincoglioniti che fanno le stesse e identiche cose. 


E’ la morte della creatività a favore del qualunquismo di massa.


Nessuno canta più, basta far finta di cantare un brano, ovviamente in trend, facendo il mimo con la bocca

Nessuno crea più contenuti divertenti, basta far finta di dire una battuta di un film facendo il mimo con la bocca

Nessuno balla più, basta seguire un balletto di un trend facendo il mimo delle pose degli altri

Nessuno crea più, basta prendere il trend del momento e cambiare le immagini trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend, trend.


Instagram e i social in generale sono riusciti a creare un modello di business completamente anacronistico, costringendo persone ambiziose, e talentuose, ad adeguarsi alla massa dei mimi proponendo anch’essi contenuti scopiazzati perchè “fa numeri” e, purtroppo ad oggi, con i numeri spesso si mangia.

E’ quasi solo questo “vivere” sui social oggigiorno, un infinita caterva di trend e mimi.

Un vecchio saggio diceva “tira più un pelo di f**a che un carro di buoi”, ora ci sono i trend, senza peli e che puzzano di pesce.


Ma allora a che serve questo articolo? A lamentarmi? Giammai.


Oggi siamo qui ad affrontare il Social Dilemma del 2021: Come faccio a emergere da una marea di contenuti ristagnati e tutti uguali?

Si dice spesso che internet, oramai, sia un luogo saturo

Ed in parte è vero, è stato prodotto davvero di tutto e apparentemente sembra che non ci sia più spazio per nessuno.

Ma non è vero. O meglio, lo spazietto c’è sempre ma per pochi “eletti”.

Eletti che hanno il coraggio di iniziare a produrre contenuti di valore, pieni di informazioni utili e che possano realmente aiutare i lettori/visualizzatori/follower.

Perchè è vero che ormai vediamo solo contenuti “copia e incolla” ma è anche vero che, ogni tanto, dalla melma informe dei trend emerge un eroe che con pazienza e coraggio affronta il nemico più grande della storia della creatività: la morte.


E questo blog? Lasciatelo perdere. 

E’ solo il mio personalissimo spazio nel mondo in cui posso riversare sproloqui sulla tecnologia, il mondo e l’amore per l’arte.


TREND TREND TREND

Giuseppe Legrottaglie
Giuseppe Legrottaglie
November 21, 2021
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